{"id":732,"date":"2011-12-11T23:55:05","date_gmt":"2011-12-11T22:55:05","guid":{"rendered":"http:\/\/pontebba.valcanale.org\/wordpress\/?p=732"},"modified":"2011-12-15T02:03:30","modified_gmt":"2011-12-15T01:03:30","slug":"giorgio-valentinuzzi-forme-presenze-plastiche.","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.valcanale.org\/wordpress\/?p=732","title":{"rendered":"GIORGIO VALENTINUZZI: FORME (PRESENZE) PLASTICHE."},"content":{"rendered":"<p><a class=\"lightbox\" title=\"giorgio\" href=\"http:\/\/pontebba.valcanale.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/giorgio.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-735\" style=\"margin: 10px;\" title=\"giorgio\" src=\"http:\/\/pontebba.valcanale.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/giorgio.jpg\" alt=\"\" width=\"180\" height=\"225\" \/><\/a>L\u2019analisi conduce ad investigare il gioco dell\u2019arte, in particolare quello suggestivo dell\u2019arte visiva. Tuttavia capita che l\u2019indagine debba confrontarsi, al di l\u00e0 degli esiti materiali, con l\u2019intenzione \u2013 spesso fuorviante \u2013 messa in atto dal \u201cfaber\u201d nell\u2019elaborare il progetto dell\u2019opera, sino all\u2019avvento di questa nella realt\u00e0.<br \/>\nCos\u00ec cessata ai nostri giorni la stagione dei \u201cgrandi racconti\u201d o dei \u201csuggestivi eventi\u201d da rappresentare in pittura, il contemporaneo offre un volto al realismo, intriso spesso di ludica follia. Per intendersi, l\u2019artista ora utilizza \u2013 dandogli struttura fisica \u2013 il prodotto del meccanismo (ovvero le formalit\u00e0 tecniche) usato ed abusato dal \u201csistema culturale\u201d proprio alla tradizione, ma coinvolgendolo scientemente entro i termini di un inedito processo realizzativo, motivato finalmente a proiettarsi per liberare la pittura dai suoi attributi \u201ctradizionali\u201d, quelli cio\u00e8 che esploravano significati esauriti nella decorazione e l\u2019inutilit\u00e0.<br \/>\nPeraltro a tal punto l\u2019intenzione dell\u2019artista coltiver\u00e0 l\u2019obbiettivo di restituire attraverso le parvenze del ludico proprio i fondamenti della pittura da sempre gravida di simboli, con l\u2019allusione che si spinge dunque a \u201crisucchiare il passato\u201d, pur servendosene in una sorta di \u201ccamouflage\u201d, un abito che celi il miraggio di proiezioni future. Il fine \u00e8 allora quello di giungere a dare nella stagione attuale dell\u2019arte visiva un originale contenuto interno, vivificato da una linfa germinale che renda concettuale anche l\u2019ipotesi, seppur singolare, di un\u2019arte narrativa.<br \/>\nTale evolversi dei tempi dell\u2019arte,che provoca una progressiva confusione tra fantastico ed immaginario, convince Giorgio Valentinuzzi ad esaltare allora il\u201dperturbante\u201d, quel l\u201dunheimlich\u201d freudiano, che governa appunto la sua \u201cintenzione\u201d, puntando a render manifesto, attraverso il suo agire creativo, le potenzialit\u00e0 di un duplice fondamento, da rendere attivo esplorandolo: da un lato il ciclo video \u201cCosa faccio quando dipingo\u201d , dall\u2019altro quello delle pitture di \u201cForme plastiche\u201d.<br \/>\nDella vasta prospettiva, che offre l\u2019ampiezza del ciclo video, tratteremo altrove: qui infatti ci soffermiamo sulle prove, indicate per \u201cForme plastiche\u201d.<br \/>\nNello spazio dunque prescelto, per tale ricerca nel campo della pittura, l\u2019intenzione \u00e8 soggiogata tuttora dal \u201cperturbante\u201d, intenzione identificata, nella risoluzione dei suoi esiti materiali, assemblando della realt\u00e0 unicamente ipotetici spunti, colti nel loro specifico interpretativo, volgendoli a comporre immagini attraverso inattese commistioni, quest\u2019ultime in grado di istituire autentiche e significative sfide all\u2019\u201dallucinante seriosit\u00e0\u201d degli assunti visivi tradizionali.<br \/>\nPerch\u00e9, nella pittura di Valentinuzzi, da sempre l\u2019ombra del \u201cperturbante\u201d filtra la materia cromatica, disposta dal progetto nell\u2019opera,\u201dallusione\u201d ad una fisicit\u00e0 ipoteticamente espressa: poich\u00e9 l\u2019autore ritiene che l\u2019attraversamento della rete segnica e della composizione dei volumi, prodottosi dall\u2019operazione allusiva, fa emergere inevitabili interrogazioni sulla formazione ibrida risultante, immediatamente \u201cnon familiare\u201d, generata appunto nella sua origine da \u201cpi\u00f9 cose note\u201d, peraltro non identificabili.<br \/>\nDi conseguenza vorremmo leggere tali \u201cforme plastiche\u201d, rese nel bidimensionale della pittura, innanzitutto nel senso di \u201cpresenze\u201d.<br \/>\nInfatti l\u2019artista manifesta in queste tele il conseguimento di una definizione espressiva, che potrebbe condurre a farle interpretare eredi di uno stadio di creativit\u00e0 \u201ctrasgressiva\u201d: perch\u00e9 le forme, in apparenza intuibili quote antropomorfe, progressivamente acquistano la capacit\u00e0 di assumere una \u201cpresenza\u201d, atta a far intendere l\u2019arte &#8211; nella sua \u201ccondizione postmoderna\u201d \u2013 strumento rifuggente da miti ed utopie altrimenti condizionanti. Fatto proprio per la metodologia, che sovrintende ad una visione delle singole prove, tale concetto motiva il giudizio di assistere ad una messa in opera di una \u201cpresenza\u201d estranea al reale familiare, quello appunto che rinvia a delle quote corporee note, immaginando l\u2019acquisto di tale resa pittorica, cos\u00ec rigorosamente definito nei suoi cromatismi, quale recupero estraneo alla realt\u00e0.<br \/>\nValentinuzzi piega cos\u00ec l\u2019opera ad essere mezzo e non espressione di una categoria dello spirito al fine di esercitare un ludico esempio del mutar del significato di una memoria plastica. Quindi una presenza, che cerca la propria<br \/>\nidentit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>CHE COSA FACCIO QUANDO DIPINGO<\/strong> di Carlo Milic<\/p>\n<p>Il nocciolo del tema da esaminare, in tale evenienza, \u00e8 proprio il rognone. Ma quale rognone? Quello che Mr. Bloom, ulisside joyciano, pregustando un succulento pasto, acquista in una mattinata tanto satura d\u2019eventi (in ordine alla letteratura europea) dal macellaio. Non diversa la sequenza delle immagini, legittimamente connesse, in una \u201cconsecutio\u201d che non lascia dubbi, costellata nel ciclo video, personaggi Giorgio ed Edi: non si ignora allora, per lo meno \u201csotto cute\u201d, che il protagonista, insomma il motore in talaltro affabularsi di immagini, sia proprio il rognone, anzi meglio, in questa evenienza ultima di radice filmica, la tela dipinta! Bloom infatti scende in strada per provvedersi in funzione del pasto; Giorgio, assistito da Edi, \u00e8 a Paderno d\u2019Udine per dipingere delle tele. Ci\u00f2 che in parallelo accomuna i personaggi delle due distinte \u201cstorie\u201d \u00e8 l\u2019individuazione di un comune tema centrale. Il rognone nell\u2019 \u201cexperio in corpore vili\u201d \u00e8 destinato a selezionare i fluidi corporei, la tela dipinta gli umori dell\u2019arte. Non dimenticando poi, sempre riferendosi alla tela, che questa \u00e8 ad un tempo \u201cdonna, sposa e madre\u201d nell\u2019intento dell\u2019arte e dell\u2019artista: donna, perch\u00e9 organismo germinante; sposa, perch\u00e9 copula con l\u2019artista per far maturare il prodotto d\u2019arte; madre, perch\u00e9 in grado di dare vita all\u2019arte medesima. Perch\u00e9, dando una base certa al logico divenire dell\u2019analisi fenomenologica, che coglie o comunque vorrebbe penetrare il nucleo dell\u2019arte, il motivo di quella ricerca socio-antropologica tende a mettere a punto il filo conduttore che rende discernibile tale indagine. Cos\u00ec l\u00e0 dove l\u2019agire, per giungere a render fisicamente concreti i pi\u00f9 significativi fenomeni d\u2019arte (e cos\u2019altro dovrebbe essere il manifestarsi dell\u2019opera d\u2019arte nella sua conclusiva integrit\u00e0?), deve innanzitutto render conto del suo fare ad un processo comunicativo, in questa contingenza, originariamente filmico.<br \/>\n\u201cCosa faccio, quando dipingo\u201d \u00e8 allora potenzialmente l\u2019assunto di una summa di considerazioni riguardanti quella fase specifica, in bilico tra l\u2019intuizione e l\u2019emersione dell\u2019immaginazione nella realt\u00e0. Un mosaico di alternative, fissate volta per volta in immagini, passibili di fornire argomenti, modi, tempi utili a decriptare il messaggio dell\u2019arte, quel gioco meraviglioso e terribile, che ci dona oggetti, nella coscienza della loro elaborazione, difficilmente classificabili nell\u2019ordine di una tradizione filosofica che distingue tra sapienza \u201cottenuta mediante fatica (ratio)\u201d e sapienza \u201cricevuta (intellectus)\u201d dall\u2019anima in ascolto, in grado di cogliere l\u2019essenza delle cose ed arrivare a comprendere il meraviglioso. Valentinuzzi ha dunque voluto farci avvicinare alla complessa essenza del tema in argomento, la pittura, dedicandogli quell\u2019ampio ciclo video e quindi facendo capo \u201cin primis\u201d a quell\u2019\u201depifania del momento intuitivo\u201d, da cui germina perfino l\u2019interpretazione del \u201ccome\u201d e forse anche del \u201cperch\u00e9\u201d delle mimesi in atto, da parte dei due personaggi, l\u2019artista e l\u2019assistente, Giorgio ed Edi. Perch\u00e9 in tale divenire d\u2019immagini percepiamo come in ogni esperienza, in ogni nesso e rapporto, sussista molto di pi\u00f9 di quanto l\u2019ordinaria consapevolezza, l\u2019io normale e quotidiano non riesca ad afferrare.\u201cCosa faccio quando dipingo\u201d va perci\u00f2 inteso anche per il suo valore di tentativo d\u2019investigazione: quasi un\u2019autoanalisi, che spazi entro territori ambigui egualmente di difficile censimento, il ludico e lo psico-patologico, sino a raggiungere l\u2019indeterminabile zona dell\u2019estraniamento (in russo \u201costranenie\u201d). Non proponiamo qui beninteso la tesi che il pittore operi in una condizione di distacco sciamanico e tuttavia, scorrendo le immagini del ciclo video, siamo disposti ad accettare l\u2019ipotesi, peraltro ben asseverata, che, estraniandosi l\u2019artista, la sua fantasia alberghi nell\u2019inconscio. Pertanto ci\u00f2, che vediamo nelle quarantatre \u201cstazioni\u201d, va considerato opportunamente su due piani ben distinti, coesistenti, ma non comunicanti: il periodare del segno e del colore sulla tela da un lato, una volontaria fuga dall\u2019\u201dimpegno\u201d dall\u2019altra. Tale \u201cevasione\u201d freudianamente si giustifica secondo una modalit\u00e0 liberatoria, modulata come sgravio dall\u2019impellenza costrittiva della coesistente pittura; e potrebbe rappresentarsi &#8211; come peraltro appare dalle immagini video &#8211; come un voluto \u201calleggerimento\u201d della situazione creativa, un voler porre cio\u00e8 ostentatamente l\u2019accento sul versante ludico del gioco dell\u2019arte.<\/p>\n<p><strong>CHE COSA FACCIO QUANDO DIPINGO<\/strong> di Giorgio Barassi:<\/p>\n<p>Il caminetto fa la sua parte, mentre Valentinuzzi lavora e parla, si arrabbia, dialoga con Edi, il suo aiutante. Il mondo della creazione pittorica ha un suo rituale, ben diverso da quello dell\u2019 immaginario collettivo. Non ci sono pittori in camice bianco&#8230;e basco largo. Non ci sono pittori che sanno di poesia a un metro di distanza. Non ci sono pittori. E quelli che ci sono, \u201cfanno\u201d, quando dipingono. Corredando la propria azione creativa con la nostalgia cantata da un altoparlante che sa di Al Bowlly, Bing Crosby ed altri eroi. Lo scenario \u00e8 chiuso dai dialoghi, tra parole mozzicate e qualche citazione, come quel \u201c Gropius \u201c che esce dalla bocca del maestro come una bestemmia da una bocca toscana&#8230;ma che bel culo, maestro! Hai ragione, caro Valentinuzzi, qualcuno ha detto che la pittura \u00e8 una commedia che si consuma con dolore&#8230;per dirlo aveva tempo, evidentemente. Condivido in pieno il tuo parere, assolutamente. Differenza tra poesia e pittura? Leonardo diceva&#8230;diceva che l\u2019una (la poesia) arriva al cuore attraverso il senso meno nobile (l\u2019udito). La pittura vi arriva attraverso il senso pi\u00f9 nobile (la vista). Io dico che la pittura italiana, per ci\u00f2 che comprende, ha bisogno di eroi e non di chiacchieroni. Oggi questi ultimi sono abbondanti ed eccedenti la misura. La breve e intensa durata di uno di questi episodi allinea la creativit\u00e0 di Valen tinuzzi a quella di certi informali. La brevit\u00e0 dell\u2019 operazione artistica come fatto che testimonia l\u2019essenziale. Di bello e vero c\u2019\u00e8 che Valentinuzzi concretizza in quei pochi attimi le attese creative di una vita che si dispone al nostro sguardo tra tavolo, schermo, carte, oggetti&#8230;come un modo per dire che lui \u00e9 l\u00ec, \u00e9 e sar\u00e0 cos\u00ec e non cambia. Questo \u00e9 dei grandi artisti. Onore al merito ! \u201c&#8230;col penel\u00f2n te lo meto nel furg\u00f2n&#8230;\u201d \u201c&#8230;perch\u00e8 el nero sporca el c\u00f9l&#8230;\u201d So che il mio intervento \u00e8 ormai minimo, al cospetto del fiorire di critici e commentatori d\u2019 arte, ma voglio solo dire che nei dialoghi c\u2019\u00e8 il completamento de&#8230;ll\u2019 atto creativo, l\u2019umanit\u00e0 sognante che esce da quei canoni in cui abbiamo tutti ingabbiato il fatto della creazione artistica. Con Valentinuzzi capiamo che Michelangelo bestemmiava col Ghirlandaio, che Piero mandava affanculo il ragazzo di bottega, che Mantegna inveiva in mantovano \u201c..la v\u00e0ca&#8230;\u201d verso chi chiedeva invece di eseguire&#8230;questa \u00e8 la vera pittura! Un artista che non bestemmia non vale molto. Vuol dire che tutto gli viene come lo pensa, che tutto va come lui vuole o inventa&#8230;impossibile! \u201cGuarda quanto colore per fare un culo\u201d. L\u2019amara constatazione del creatore verso la sua creatura d\u00e0 il senso della eterna lotta tra la ragione e l\u2019 istinto, un\u2019altra delle motivate forme costitutive del lavoro di Valentinuzzi: un grande artista in un mondo troppo piccolo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019analisi conduce ad investigare il gioco dell\u2019arte, in particolare quello suggestivo dell\u2019arte visiva. Tuttavia capita che l\u2019indagine debba confrontarsi, al di l\u00e0 degli esiti materiali, con l\u2019intenzione \u2013 spesso fuorviante \u2013 messa in atto dal \u201cfaber\u201d nell\u2019elaborare il progetto dell\u2019opera, sino all\u2019avvento di questa nella realt\u00e0. Cos\u00ec cessata ai nostri giorni la stagione dei \u201cgrandi &hellip; <a href=\"http:\/\/www.valcanale.org\/wordpress\/?p=732\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">GIORGIO VALENTINUZZI: FORME (PRESENZE) PLASTICHE.<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[55,4,5],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.valcanale.org\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/732"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.valcanale.org\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.valcanale.org\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.valcanale.org\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.valcanale.org\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=732"}],"version-history":[{"count":6,"href":"http:\/\/www.valcanale.org\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/732\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":736,"href":"http:\/\/www.valcanale.org\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/732\/revisions\/736"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.valcanale.org\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=732"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.valcanale.org\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=732"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.valcanale.org\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=732"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}