{"id":205,"date":"2010-11-18T03:30:32","date_gmt":"2010-11-18T03:30:32","guid":{"rendered":"http:\/\/pontebba.valcanale.org\/wordpress\/?p=205"},"modified":"2010-12-02T11:37:12","modified_gmt":"2010-12-02T11:37:12","slug":"i-piccoli-comuni-in-europa","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.valcanale.org\/wordpress\/?p=205","title":{"rendered":"I piccoli comuni in Europa"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Sta diventando un luogo comune la considerazione secondo la quale i comuni in Regione e in Italia sono troppo numerosi e di dimensioni non tali da consentire la fornitura a costi contenuti di servizi adeguati ai cittadini. Per ridurre i costi delle amministrazioni locali si dovrebbe pertanto spingere verso una fusione dei comuni pi\u00f9 piccoli, in modo da aumentare le dimensioni medie delle amministrazioni comunali e ridurre il loro numero. Ne deriverebbero notevoli riduzioni dei costi.<br \/>\nNon \u00e8 questa la sede per affrontare adeguatamente il problema della riforma degli enti locali, che richiederebbe una coraggiosa riconsiderazione dei compiti e delle funzioni da attribuirsi alle unit\u00e0 amministrative di base (comuni), alle unit\u00e0 amministrative di area vasta (province, circondari, comprensori, distretti, contee, o come altrimenti le si vuol chiamare), e delle unit\u00e0 federali (Regioni, L\u00e4nder, Stati) e cio\u00e8 di quelle unit\u00e0 del governo locale che si pongono al di sotto dello Stato, o della Federazione.<br \/>\nBasti in questa sede soltanto considerare che negli altri paesi europei il numero dei comuni \u00e8 uguale o anche molto superiore a quello del nostro paese o della nostra regione. In Italia i comuni sono 8.094, con 60.442 mila abitanti, in Austria, con 8.350 mila abitanti, i comuni sono 2.381, in Germania, con 82.438 mila abitanti, i comuni sono 13.678, in Francia, con 65.447 mila abitanti, i comuni sono addirittura 36.678. Se vogliamo venire pi\u00f9 vicino, la provincia di Udine con 530 mila abitanti conta 137 comuni, mentre la Carinzia, un poco pi\u00f9 popolosa avendo 560 mila abitanti, conta 132 comuni, praticamente lo stesso numero. Appare evidente come i comuni, essendo le unit\u00e0 amministrative di base, devono seguire le comunit\u00e0, per offrire ai cittadini quei servizi diffusi o di sportello che richiedono la presenza degli uffici e delle rappresentanze nelle singole comunit\u00e0 e siano raggiungibili per via pedonale o tutt\u2019al pi\u00f9 ciclabile. La Francia ha applicato tale principio in termini estremamente rigorosi.<br \/>\nUna impostazione rigorosamente autonomista non pu\u00f2 che favorire i piccoli comuni, perch\u00e9 \u00e8 a livello di singola comunit\u00e0 che si pu\u00f2 partecipare meglio alle gestione della cosa pubblica, si pu\u00f2 esercitare il controllo sociale sull\u2019operato degli amministratori, si possono individuare le responsabilit\u00e0, spingendo al massimo l\u2019autogoverno, e si pu\u00f2 garantire l\u2019accesso agevole ad un minimo di servizi di base. Gli autonomisti non devono farsi prendere dai luoghi comuni di un falso efficientismo, che in nome di un risparmio di risorse tolgono i servizi alle popolazioni che scelgono di continuare a risiedere nelle piccole localit\u00e0, che rappresentano punti preziosi di vita sociale e di conservazione delle identit\u00e0 culturali della popolazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sta diventando un luogo comune la considerazione secondo la quale i comuni in Regione e in Italia sono troppo numerosi e di dimensioni non tali da consentire la fornitura a costi contenuti di servizi adeguati ai cittadini. Per ridurre i costi delle amministrazioni locali si dovrebbe pertanto spingere verso una fusione dei comuni pi\u00f9 piccoli, in modo da aumentare le dimensioni medie delle amministrazioni comunali e ridurre il loro numero. 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